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Venosa Jazz Ensemble 111213

Venosa Jazz Ensemble - Pino Jodice & Giuliana Soscia

L’Institut Culturel Italien célèbre, hors métropole, les 150 ans de l’Unité Italienne. A cette occasion, un concert de jazz nous est offert, qui met en scène le Venosa Jazz Ensemble, un septet en l’occurrence, dirigé par le chef et pianiste Pino Jodice. Cet ensemble accueille en guest l’accordéoniste Giuliana Soscia. Huit musiciens passent les lourdes tentures rouges de l’arrière-scène et s’installent devant nous:Pino Jodice : piano, direction, arrangementsGiuliana Soscia : accordéonMarco De Tilla : contrebasseGiulio Martino : sax tenorGiuseppe Melfi : trompette, bugleMassimo Greco : guitareLeonardo De Lorenzo : batterieSebastiano La Morte : tuba basseLa plupart des morceaux interprétés est tirée de l’œuvre de Roberto De Simone, compositeur italien contemporain. Ils sont arrangés, par Pino Jodice avec une dose de tango pour trois de jazz. L’écriture originelle puise dans la tradition populaire napolitaine: villanelles, tarentelles, mais aussi gregorien… si bien que nous écoutons une fusion complexe et aboutie, que l’on aurait pu imaginer chaotique mais qui apparaît bien vite très écrite, très construite. Une nouvelle Unité Italienne en quelque sorte avec Pino Jodice en guise de Cavour, ou de Garibaldi.Des phrases se succèdent, tantôt dans un unisson harmonique du plus bel effet, tantôt en saillie soliste. On a constamment conscience de suivre une musique très écrite, qui s’éloigne des constructions habituelles du jazz. Ça ressemble plus souvent à une musique de film, à une musique symphonique. Grâce à la présence de Giuliana Soscia, les accents argentins, piazzollesques, sont nombreux. Les solos se succèdent courtoisement, principalement à l’accordéon, au sax tenor et à la trompette ou au bugle. C’est parfois "smooth jazz", parfois tango nerveux et sanguin. C’est très enlevé, et très beau.Il Programma :1. Suite Napoli Antica (Basile - De Simone):a) Si Te Credisseb) Villanella Di Cenerentola – Tratto Dalla Gatta Cenerentolac) Tarantella Di Cenerentola – Tratto Dalla Gatta Cenerentola2. Serenata a Pullecenella (Bovio – Cannio)3. Che Mmè Mparat a Ffà (Trovaioli – Verde)4. Dies Irae (De Simone)5. Chi Tene O’Mare (Pino Daniele)6. Tammuriata Nera (Mario – Nicolardi)Au fil de cette musique chargée d’histoire défilent aussi des paysages. L’accordéon est évidemment le point commun à Naples et Buenos aires. Du bout de ses doigts agiles, sur les touches nacrées de son piano à bretelles, Giuliana Soscia tisse des liens entre la campagne napolitaine et la pampa du gaucho argentin. Tarentelle ou Tango, Milonga ou Villanelle. Sur un morceau, Pino Jodice effectue un long solo introductif très sombre et lourd de menaces : il redescend avec fracas et comme attiré par un aimant, ou par fatalité sur l’extrémité gauche de son clavier, il y plaque des accords très graves, et terrifiants. Sur un autre, Dies Irae, le pianiste et le contrebassiste enroulent en boucles répétitives un accompagnement comme spirale infernale dans laquelle l’accordéon se fraie un chemin, comme pour sortir du labyrinthe de l’Enfer. Un Dieu effrayant pointe le doigt de la colère et de la vengeance sur nous. C’est très expressif et impressionnant. Puis on revient sur une plage plus apaisée. Le tout est mâtiné de jazz par le reste des musiciens : une musique qui donne à la fois la sensation d’une forte unité, et laisse constamment la place aux singularités.Les Italiens nomment la période où s’est construite l’Unité Italienne le Risorgimento. Ça signifie Renaissance (la Renaissance, ils l’appellent Quattrocento : ils mélangent tout). Renaissance, Risorgimento : un joli nom pour désigner la musique hybride et charmante que nous avons pu écouter lors de ce concert. Grazie Mille au Venosa Jazz Ensemble et à l’Institut Culturel Italien.

TRIBUTE MORRICONE

SUCCESSO PER GLI ARRANGIAMENTI DI PINO JODICE E DEI SOLISTI DEL PARCO DELLA MUSICA JAZZ CON OMAGGIO A MORRICONE AL TEATRO PACIFICO

SULMONA – I Solisti dell’Orchestra Parco della Musica Jazz di Roma e del Quartetto d’archi “Giuseppe Tartini” si sono esibiti la scorsa domenica sul palco del cinema Pacifico di Sulmona dedicando un omaggio dedicato al grande Ennio Morricone. Sono stati eseguiti brani, colonne sonore di famosi film, da Gli intoccabili a Il Clan dei Siciliani, e ancora Il Malamondo, C’era una volta in America, Nuovo Cinema Paradiso, Una voglia matta, The Mission e Metti una Sera a Cena, uno dei pezzi più applauditi. Un successo, dunque, per il concerto organizzato la Camerata Musicale Sulmonese. Teatro affollato, pubblico entusiasta, molti i giovani presenti che hanno suggellatocon lunghi applausi e ripetute richieste di bis il successo del concerto organizzato dalla camerata musicale sulmonese. I Solisti hanno offerto ai numerosi spettatori alcuni brani diligentemente selezionati tra i più celebri componimenti del maestro Morricone, arrangiati con grande fascino ed originalità  da Pino Iodice e Mario Corvini, i quali hanno saputo coniugare il rigore della tradizione classica alla creatività jazzistica.......

Pino Jodice Marsiglia
Cover Suona Italiano
autumninjazz
Orchestra-Pino-Iodice
PJUORCHESTRA TRIESTE

 Viva l’Italia 29 07 11 Festival dell’Operetta2011 -Con lo spettacolo “Viva l’Italia” si è conclusa la 42a edizione del Festival Internazionale del Festival dell’Operetta di Trieste, giunta faticosamente in porto nonostante i noti problemi economici comuni anche a tutto il settore della cultura e spettacolo italiano. Come noto il Sovrintendente del Teatro Verdi Antonio Calenda ha deciso di dedicare metà del Festival alla tradizione, rappresentata da Strauss ed Offenbach, e l’altra metà all’innovazione con l’Opera da Tre Soldi di Brecht e Kurt Weill e lo spettacolo “sperimentale” Viva l’Italia, che ha inteso rendere omaggio al 150° dell’Unità nazionale con un percorso musicale della storia patria che si è avvalso sia della musica colta che di quella popolare, arrivando fino a quella dei giorni nostri.Lo spettacolo, frutto dell’idea di Gianni Borgna, si è avvalso della regia di Fabrizio Angelini, dell’Orchestra e Coro del Teatro Verdi diretti dal triestino Romolo Gessi, della Power Jazz Unusual Orchestra diretta da Pino Jodice, e di un cast composto dalla celebre cantante Daniela Mazzucato, beniamina del pubblico triestino da decenni, Roberto Bencivenga, famoso attore di prosa e cantante, e di una nutrita pattuglia di artisti triestini: Riccardo Simone Berdini, Andrea Binetti, Marzia Postogna, Paola Sambo, Stefania Seculin e Raffaele Sinkovic. Hanno completato il cast l’attrice e ballerina napoletana Alberta Izzo, ed il gruppo degli Oblivion, eredi del Quartetto Cetra, Rodolfo De Angelis, Giorgio Gaber, e dei Monty Python.Lo spettacolo, diviso in due parti, è iniziato col “Va’, pensiero” di Verdi, per poi affrontare la genesi dell’inno nazionale “Fratelli d’Italia”, cantato naturalmente a tutto il pubblico presente, due arie di Tosti, Ideale e Sogno, cantate in maniera emozionante da Daniela Mazzuccato. E’ seguito l’Intermezzo dalla Cavalleria Rusticana di Mascagni, O’ Sole Mio, La Campana di San Giusto, ‘O Surdato ‘nnamurato, Era de’ Maggio, ed il Fox – Trot e Finale dalla Scugnizza. La prima parte è stata accompagnata dal Coro e Orchestra del Verdi. La seconda parte, accompagnata invece dalla Power Jazz Unusual Orchestra, è iniziata con un medley sulle “sciantose” Lily Kangy e Ninì Tirabusciò, seguito da uno “futurista” con due brani di De Angelis, “Ma cos’è questa crisi” e “Tinghe tanghe”.
Gli Oblivion sono poi intervenuti con “Welcome to Burlesque”, ed è stata poi la volta di un’interessante numero sulla genesi del famoso “Giovinezza”, che prima di diventare l’inno ufficiale fascista era stato un canto degli arditi ed ancor prima uno dei goliardi piemontesi.E’ seguito un medley dedicato alle celebri sorelle Lescano, un altro intervento agrodolce degli Oblivion “Quando c’era Lui”, “Caro papà”, “Ma l’amore no”, “Bella ciao”, “In the mood”, ed una stupenda ed applauditissima versione di “Tamurriata nera” da parte di Giovanni Imparato, guest star dell’orchestra assieme alla bravissima fisarmonicista Giuliana Soscia.Poi gli Oblivion hanno omaggiato il Quartetto Cetra con “Soldi soldi soldi” e “Troppi affari cavaliere”; è seguito “Il cielo in una stanza” di Gino Paoli, un medley dedicato al recentemente scomparso Lelio Luttazzi, ed un altro numero degli Oblivion, l’irresistibile “Flower Power” dedicato ai Figli dei Fiori.Poi è stata tutta una carrellata dei successi degli ultimi trent’anni, “L’anno che verrà” di Dalla, “Una strana famiglia” di Gaber, “Povera Patria” di Battiato, “Un senso”di Vasco Rossi. Non è mancata una bellissima citazione di Pasolini, che già vedeva gli Italiani ridotti da cittadini a meri consumatori.Ha concluso il tutto quello che si può definire l’inno nazionale non ufficiale, la bellissima “Viva l’Italia” di Francesco de Gregori, cantata e suonata dall’intero cast in un emozionante finale, poi ripetuto come bis a furor di popolo.Lo spettacolo in definitiva è stato molto bello, pur con qualche squilibrio perdonabile visto lo scarso tempo disponibile per l’allestimento, ed anzi meriterebbe un futuro che andasse oltre il Festival dell’Operetta. Bravi tutti gli interpreti, con menzione speciale per Daniela Mazzuccato, la Power Jazz Unusual Orchestra diretta da Pino Jodice, Riccardo Simone Berdini, Alberta Izzo e gli Oblivion.

Alberto Godas